FORZA NUOVA BOLOGNA


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LETTERA APERTA ALL'AMICO MASSIMILIANO MAZZANTI

ELEZIONI COMUNALI PROVINCIALI EUROPEE 2009

LETTERA DI MAZZANTI A STORACE
Caro Francesco,
di fatto, è ufficiale: il tuo partito, a Bologna, non entra nella lista in cui sono confluite tutte le principali anime della Destra cittadina per infilare qualche candidato – prima tra tutti, la segretaria regionale, Anna Montella – nella lista civica di Giorgio Guazzaloca.
Poco male, sia chiaro, se non fosse che, in queste ore in cui La Destra è impegnata a evidenziare la sua distanza da Gianfranco Fini e da Alleanza nazionale che entra nel PdL, a Bologna il tuo partito rinuncia a presentare il suo simbolo, a collaborare con le altre forze politiche omogenee per un progetto comune alle amministrative ed entra in una lista – stampa canta, sono testuali parole di Guazzaloca – “aperta a ogni contributo” di tutte le forze che “si riconoscono nei valori della Resistenza e dell’Antifascismo”.
Dunque, almeno a Bologna, La Destra è del tutto uguale ad An, anzi, alla peggior interpretazione di An, quella fortemente caratterizzata dalle linee politiche e “ideali” del più annacquato Fini.
Poco male, ripeto, ma, almeno, sia lecito dire, a questo punto, che le accuse di “personalismo” lanciate proprio dalla Montella e da altri esponenti de La Destra contro chi, per le elezioni comunali e provinciali del prossimo 7 giugno, ha creato un contenitore-laboratorio per tutte le variegate componenti della Destra vera, rimbalzano proprio contro chi le ha lanciate.
Il tempo è galantuomo – recita un antico proverbio –, ma neanche i più maligni di noi avrebbero immaginato di vedere la Montella, a poche ore dalla puntuta presa di distanza dal progetto Destra per Bologna-Fiamma (a cui hanno aderito gran parte degli iscritti e dei dirigenti del tuo partito, la Fiamma di Bologna e Casa Pound Bologna), aggirarsi per negozi al seguito di Guazzaloca a chiedere la preferenza “per misurarsi personalmente con l’elettorato”.
Incredibilmente, la “zarina” – come la chiamano qui, dalle nostra parti – potrebbe anche farcela, dal momento che, come tutti sapevamo, la scorciatoia di nascondersi in una lista civica, rinunciando al simbolo, era ed è la strada più semplice per sperare di approdare a Palazzo d’Accursio. Ma a che titolo? Pensi sul serio che, una volta eletta o eletto (ci sono anche altri due o tre candidati), queste persone possano e vogliano rappresentare un’area che, per di più, non ha nessuna intenzione di farsi rappresentare da questo genere di soggetti?
Temo che il tempo sarà galantuomo anche da questo punto di vista e il disegno interpretato oggi dai solitari dirigenti rimasti nel tuo partito, com’è già capitato con altri all’indomani delle politiche, dopo esser stato funzionale ad alcuni settori dell’orma estinta An, sarà ripagato con una calorosa accoglienza ufficiale nelle file del PdL. Ci sbagliamo? Si vedrà.
Quel che è certo, è che, non presentando il suo simbolo e non partecipando al cartello elettorale che è stato promosso da alcuni esponenti di Casa Pound Bologna con l’adesione – personale e di gruppo – di quasi tutti gli esponenti più noti della nostra area, i vertici de La Destra di Bologna hanno reso manifeste le intenzioni che già da tempo si erano comprese. In An, infatti, non tutti hanno condiviso la scelta di appoggiare Alfredo Cazzola. In particolare, non l’ha condivisa il gruppo a cui i vertici de La Destra di Bologna è legato da vincoli personali di amicizia. Dunque, non potendo apertamente appoggiare Guazzaloca, come spesso è accaduto in passato, quei settori di An tentano di mettere i bastoni tra le ruote al loro stesso candidato, “cercando di regalare” coi sotterfugi qualche voto di destra all’ex-sindaco campione di antifascismo.
A Bologna lo hanno capito tutti. Lo sanno tutti. E, al di là della scarsa consistenza politica dei soggetti in questione, fa male vedere un pezzo di destra prestarsi, ancora una volta, a giochetti che nulla hanno a che spartire con la volontà di ridare dignità e “peso” a un mondo umano, oltre che politico, che ha sempre avuto una sua dignità, a Bologna.
Comprenderai le punte di amarezza in questa mia lettera, ma, per fortuna, c’è ancora tempo per rimediare alle cose. Fino alla fine, noi terremo le liste aperte a tutti i contributi, anche a quelli de La Destra, se potesse mai tornare sulle decisioni assunte e purché non si replichi a queste nostre considerazioni – basate su fatti oggettivi – con parole di vuota e semplice polemica.
Da una parte, com’è provato, c’è chi ha scelto la dura strada dell’identità e dell’unità politica; dall’altra, chi tenta con astuzia da poco di conquistarsi un’inutile poltroncina per sé. Non dovrebbe essere difficile, allora, scegliere con chi correre alle prossime elezioni bolognesi.
Massimiliano Mazzanti
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LETTERA APERTA ALL'AMICO MASSIMILIANO MAZZANTI

Caro Massimiliano,
ho letto la Tua lettera aperta a Storace e, senza alcuno spirito polemico o di contrapposizione personale nei Tuoi riguardi, vorrei inserirmi in un dibattito che, se permetti, un pó m'appartiene.
Circa un mese addietro mi misi in contatto con i responsabili locali della "Fiamma" e de "la Destra" per sondare gli umori pre elettorali. Dissi loro che da parte nostra (FN) v'era piena disponibiltá a farci rappresentare da un candidato comune non "nostro". Ed in cuor mio, lo pensavo veramente, la Tua persona sarebbe stata (da me, da noi) ben accettata ed anzi gradita come rappresentante d'una certa "anima" (il termine "area" mi piace poco).
La risposta che mi fu data, in due/tre successivi colloqui (l'ultimo dei quali a presentazione Tua e del simbolo Tuo giá avvenuta), dal segretario provinciale della "Fiamma" fu che il simbolo di FN non entrava nei loro programmi (insomma non lo volevano) e che v'era da parte loro il benvenuto a nostre singole candidature, nella loro/Tua lista in qualche collegio provinciale o nella loro/Tua lista delle comunali.
E che comunque (questo mi fu detto nel primo colloquio) stavano sondando la possibilità di appoggiare Cazzola (circostanza che Tu hai peraltro confermato in un'intervista), cosa alla quale, dissi a lui (e anche all'esponente della Destra in altra occasione) non avrei mai concesso la mia disponibilitá.
Ció a fronte della mia dichiarata offerta di presentare o una lista comune tipo "bicicletta" coi vari simboli o civica con simbolo nuovo da decidere insieme o liste distinte convergenti su un unico candidato.
La "Destra", dal canto suo, aveva giá intrapreso altra strada.
Quindi la condizione era che FN rinunciasse al proprio simbolo per candidare i suoi in quello della Fiamma; proposta che reputo indecente.
Questo giá Te l'ho detto ultimamente di persona e lo ripeto qui perché chi legge sappia come sono andate le cose.
Due parole sulla scelta di Padre Tam, accennata in questo 3d.
Chi mi conosce sa perfettamente che, come candidato di AS 5 anni orsono avrei potuto ricandidarmi per FN anche quest'anno o designare un nostro ragazzo da contrapporre, come candidatura di bandiera - anche la mia comunque lo sarebbe stata - ai professionisti della politica.
Dunque la scelta del Sacerdote non costituisce (come qualcuno qui, da qualche parte, ha scritto) un "ripiego" né tantomeno é "assurda"; é in primis una scelta di amicizia (parola che per me in politica ancora vale) e di stima per una persona che si batte in ogni angolo d'Italia, a prezzo di enormi sacrifici, per un ideale; ideale che non ha cittadinanza. E in secondo luogo scelta di sfida contro un mondo, quale quello della politica, dove prevale, ovunque, l'opportunismo e l'etica s'é completamente dissolta.
Ma ritorniamo alla Tua lettera a Storace; m'interessa sottolineare una cosa che hai scritto: che al laboratorio politico della Tua lista partecipano tutte le principali anime della "destra bolognese".
L' affermazione, per quanto mi riguarda, é giusta ed é peró bene chiarirne le premesse: a) FN non essendo movimento di destra e b) non essendo stata soggetto di trattative (se non su mia iniziativa e solo per vederla posta davanti ad un fatto compiuto), il risultato delle due premesse é conforme a quanto da Te affermato; e questo anche in considerazione della piú volte manifestata volontá del proprietario del simbolo che campeggia nella Tua lista (e di buona parte della classe dirigente di quel partito) di voler rappresentare, diversamente da FN, l'estrema destra del Berlusconismo, ben in linea con quello che avrebbe voluto - ma non ha potuto - diventare a Bologna: l'estrema destra del Cazzolismo (absit iniuria verbis) cioé di uno come Cazzola che, é vero, non ha fatto finora dichiarazioni resistenzialiste o antifasciste come Guazzaloca ma - il che certamente non é molto meglio - ha giá dichiarato di voler vendere le residue azioni Hera (azienda di distribuzione dell'acqua a Bologna) del Comune, accelerando così la privatizzazione di quella fondamentale risorsa.
Quindi, caro Massimiliano, é stato meglio così; ognuno per la strada che ha scelto.
Tu quella di destra; io una un pò piú stretta ed in salita.
Naturalmente amici come prima.
Gianni Correggiari


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