FORZA NUOVA BOLOGNA


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Programma elettorale

ELEZIONI COMUNALI PROVINCIALI EUROPEE 2009

FORZA NUOVA si presenta a queste elezioni amministrative con uno scopo: quello di dimostrare che È auspicabile e soprattutto ancora possibile un ritorno ad una politica di sana amministrazione, lontana dalla logica del mercato (destinata ad essere perdente) che ha portato sindaci e assessori a farsi affaristi e i Comuni a farsi impresa.

Ma a conti fatti quegli amministratori in realt· si sono comportati da liquidatori d'un patrimonio di tutta la citt· (pensiamo alle privatizzazioni dei servizi pubblici, Hera per ultimo) e i Comuni da loro governati hanno perso il patrimonio sociale, comunitario che avevano sempre gestito nell'interesse di tutti.

Ma contrapposto a quello della speculazione e del rampantismo manageriale sta un modo diverso d'intendere la politica: un atto di amore e di servizio; una missione che nasce dalla considerazione del servizio alla comunit· come unico criterio per valutare la bont· d'una amministrazione.

E un ritorno all'etica, quale fondamento d'ogni azione umana, soprattutto quando si riflette sul destino e sulla vita di tante persone, contro ogni affarismo, contro ogni speculazione.


MONETA TERRITORIALE, SOLUZIONE D'EMERGENZA
IN ATTESA DEL RITORNO ALLA MONETA DI STATO,
ANTIDOTO CONTRO LA SPECULAZIONE BANCARIA


FORZA NUOVA ritiene che la prima preoccupazione oggi per un amministratore, pur locale, sia quella d'affrontare e minimizzare i gravi problemi economici che l'attuale crisi, ancora allo stadio iniziale, sta infliggendo alla maggioranza della popolazione.


Se È vero che lo Stato Ë la massima autorit· preposta ad intraprendere tutte le iniziative necessarie a risolvere le questioni sociali, attraverso interventi strutturali, economici e finanziari, non di meno quando la necessit· e la giustizia lo impongono anche un governo locale deve assumersi le proprie responsabilit· e provvedere secondo la propria sfera di competenza.


Gi· cinque anni orsono la lista Alternativa Sociale, che vedeva al proprio interno Forza Nuova, propose la creazione d'un biglietto d'emissione comunale o provinciale da emettere in accordo colle associazioni di commercianti ed artigiani per far fronte alla crescente recessione, alla mancanza di liquidit· e per stimolare il consumo e il commercio.


Oggi, tale iniziativa si rivela ancor pi? necessaria di ieri.

Tale biglietto, giuridicamente assimilabile ad un buono sconto, stampato dall'ente territoriale e venduto a met· del suo valore nominale, sarebbe spendibile presso tutti gli esercizi convenzionati che potrebbero accettarlo a partire da un quinto del prezzo della merce venduta.


Tale biglietto sarebbe a sua volta spendibile da chi l'ha accettato anche per il pagamento delle sanzioni, dei tributi e di altre spese connesse ad adempimenti burocratici. di competenza dell'ente pubblico emittente.


L'ente emittente potr· anche darlo, in quota di pagamento ai propri dipendenti, qualora essi accettino.
Non vi È alcuna preclusione legale poichÈ il corso non È forzoso e trattasi, giuridicamente, d'un mezzo di sconto non rimborsabile.


Tale circolazione favorirebbe il commercio e la produzione locale e, soprattutto, i piccoli imprenditori; creerebbe una rete di solidariet· sociale a scapito della grande distribuzione (che non potrebbe mai accettare una simile forma di pagamento), e a scapito della circolazione monetaria d'origine bancaria (bancomat, carte di credito, assegni e banconote) creando cosÏ un circuito sottratto alla mannaia degli interessi e delle commissioni bancarie, favorirebbe il consumo locale e, soprattutto, farebbe aumentare il potere d'acquisto degli euro che abbiamo in tasca. Non da ultimo, costituirebbe un formidabile mezzo di finanziamento per l'ente pubblico territoriale (comune o provincia) che potrebbe, in conseguenza di ciÛ, abbassare ai minimi le aliquote dei tributi di sua competenza e intraprendere piani di investimento sul territorio riducendo il proprio indebitamento.


Un esempio concreto: acquistati biglietti comunali (emessi dall'ente pubblico con un costo tipografico irrisorio) di valore nominale pari a 50 euro al prezzo di 25 euro, chi andr· a fare la spesa presso il negozio convenzionato su 50 euro di merce potr· pagare l'acquisto, come minimo, col 20% in biglietti comunali, dunque del valore convenzionale di 10 euro, pagati perÛ al momento dell'acquisto 5 euro, ciÛ che si risolve in uno sconto finale (minimo) di 5 euro, pari al 10% del prezzo originario.


Chiunque accetta questa forma di pagamento sa, a sua volta, che potr· spendere il biglietto comunale presso altri negozi, pagarci i tributi, le sanzioni, le rette degli asili e delle scuole materne comunali, sia pur in forma complementare.

Pi? la moneta territoriale circoler·, pi? saranno coloro che l'accetteranno come valida, sia pur se sussidiaria, forma di pagamento; pi? sar· accettata pi? crescer· la fiducia in essa e, conseguentemente, maggiori saranno le necessit· d'emissione e le quote di moneta territoriale che i negozianti accetteranno in pagamento; pi? accettazione di quote di pagamento per gli acquisti comporter· pi? risparmio per le famiglie, in una virtuosa e sociale rincorsa al suo utilizzo.

Avete dubbi sulla praticabilit· di questa iniziativa?
E¥gi· stata adottata in molti territori dell'Unione Europea, Italia compresa ed ha incontrato l'approvazione della gente che si ritrova nelle proprie tasche una moneta accettata da tutti facendo diminuire il ricorso al sempre pi? oneroso e difficile prestito bancario.



EMERGENZA CASA, NON SOLO E.R.P. MA ANCHE EDILIZIA PRIVATA


Gli effetti della recessione economica - scarsit· monetaria, restrizione del credito, perdita di posti di lavoro - provocano inevitabili ripercussioni anche nel settore immobiliare; la casa, bene primario, si trova cosÏ sempre pi? ad essere una speranza lontana per chi vuole investire il proprio futuro in una famiglia.
Le istituzioni non possono rimanere indifferenti di fronte a questo problema, la famiglia essendo il nucleo portante d'ogni societ·.

FORZA NUOVA gi· nel proprio programma nazionale propone che sia concesso alle famiglie di medio-basso reddito il
diritto ad un mutuo per l'acquisto dell'abitazione (sia essa compresa nel patrimonio E.R.P., sia essa di edilizia privata), da estinguersi colla corresponsione d'una rata che non superi il quinto delle entrate familiari e col diritto alla sospensione o alla riduzione del pagamento della rata in caso di perdita non volontaria del posto di lavoro.
In questa iniziativa lo Stato, in una logica di ritorno ad una sana politica di controllo del credito, dovr· garantire l'erogazione del mutuo imponendo al sistema bancario l'applicazione di tassi minimi correlati al mero rimborso dei costi e al di fuori d'ogni logica speculativa.

Quanto alle abitazioni di nuova costruzione e al recupero abitativo, FORZA NUOVA auspica che lo Stato adotti una politica di detassazione degli utili delle imprese nella costruzione di case popolari e di ristrutturazione volta al recupero dell'edilizia residenziale cosÏ favorendo un notevole abbassamento dei costi e dei conseguenti prezzi di vendita e una riqualificazione delle strutture abitative, pubbliche e non.
Compito del Comune in questa prospettiva di rivalutazione della casa come bene primario sar· quello di agevolare il recupero del proprio patrimonio edilizio, che versa in una condizione di urgente necessit· di riqualificazione, sotto il profilo tecnologico, funzionale-spaziale, energetico e infrastrutturale, nonchÈ di individuare aree di intervento d'edilizia popolare.

Ma il Comune deve assumersi anche un altro compito.
La societ· contemporanea si presenta sempre pi? atomizzata, individualista e poco propensa alla lungimiranza. Ribadire la validit· e la priorit· del corpo familiare È un obbiettivo da perseguire e, nel campo delle politiche abitative si possono certamente trovare degli strumenti di supporto alla famiglia, quali la stabilit· residenziale e la certezza abitativa al fine di garantirne la sopravvivenza e la tenuta: un primo concreto strumento Ë quello d'una riformulazione sostanziale dei criteri d'assegnazione o vendita d'alloggi pubblici che sia premiante per le famiglie italiane, troppo spesso relegate negli ultimi posti delle graduatorie a vantaggio di nuclei di cittadini stranieri; un secondo strumento È la creazione d'un Registro Comunale delle Giovani Coppie italiane appena sposate o in procinto di sposarsi alle quali deve essere data precedenza nell'assegnazione, quale incentivo alla creazione d'un nucleo familiare.



ASILO NIDO, DIRITTO PER OGNI FAMIGLIA


Bologna necessita di nuovi asili nido.

Negli ultimi decenni profondi cambiamenti hanno investito la nostra societ· e le famiglie, nella struttura, nei ruoli, nei comportamenti e nelle aspettative d'ogni loro componente, in particolare delle donne.
Sono emersi sia nella societ·, sia nella famiglia nuovi bisogni, nuove esigenze relative alla vita e all'educazione dei bambini.

L'asilo nido, nel suo scopo di aiutare ogni bambino a crescere in stato di salute e benessere, a seguire percorsi equlibrati di socializzazione, a superare ogni forma di difficolt· ed a acquisire tutte le prime conoscenze e dotazioni relazionali, costituisce per FORZA NUOVA un diritto di ogni famiglia.

Ogni bambino, qualunque sia la sua nazionalit· e lo status dei genitori, ha quindi diritto ad essere allevato nelle migliori condizioni, senza discriminazioni.
Fatto È che molti bambini italiani, anche di famiglie non benestanti, restano fuori dagli asili comunali per mancanza di posti (essi al contrario subendo una discriminazione) dato il crescente numero di bambini figli di non italiani presenti nel nostro territorio e preferiti, per ragioni sociali e reddituali, nelle graduatorie.



RONDE, NON FAR WEST MA VOLONTARI DEL BENE COMUNE


Le "ronde" altro non sono se non uno dei tanti aspetti del fenomeno del volontariato che in Italia opera in campo sanitario, culturale, ecologico, sociale etc.
Anche le ronde di cui si tanto si parla adesso si collocano in questa dimensione volontaristica dove i cittadini si riappropriano il valore della responsabilit‡ verso sÈ stessi e verso il bene comune.

La loro finalit· non sarebbe affatto la manifestazione d'una volont· di "prepotenza" o di "giustizia-fai-da-te" ma un sano presidio del territorio volto a scoraggiare la piccola-media delinquenza e le manifestazioni di turbamento della pubblica tranquillit·, restituendo ai cittadini il possesso, la frequentazione ed il libero godimento delle proprie strade, delle proprie piazze, dei propri parchi, di giorno e di notte.

FORZA NUOVA È convinta che il desiderio, da tutti condiviso, di sicurezza e tranquillit· costituisce un buon collante, un buon punto di ripartenza per una comunit· che da tempo ha perso la consapevolezza della propria identit·, dei propri diritti collettivi, che ha smarrito il senso vero della libert·, concetto che acquisisce una giusta dimensione solo se affiancato a quelli di ordine e giustizia.

Le ronde dovrebbero essere costituite da cittadini ben consci di un ruolo che non sarebbe certamente paragonabile a quello delle Forze dell'Ordine ma quello di sussidiari guardiani del bene comune e di tutto ciÚ che fa ÏnazioneÓ e "comunit‡", cioÈ persone, fauna, flora, beni, patrimonio culturale etc.
Questa forma di volontarismo sociale, che non ha nulla di concettualmente diverso da altre forme di volontarismo, deve trovare tutela e incentivo da parte del Comune.




UTILITIES ? NO, SERVIZI PUBBLICI

L'attuale crisi economica strutturale, ancora agli inizi, sta facendo crollare il castello di carte del capitalismo finanziario, vero e proprio tumore sociale, fungo parassita dell'economia reale.
Le privatizzazioni hanno costituito un parallelo ed indotto fenomeno di sostentamento del capitalismo finanziario, attraverso le procedure delle quotazioni in borsa e delle naturali speculazioni che da ciÛ naturalmente derivano.

Il fenomeno della privatizzazione delle "municipalizzate" ha seguito la stessa linea; adottato per fronteggiare "le sfide globali del mercato" per costituire una "massa critica" impermeabile alle scalate di terzi, ha portato alla progressiva perdita, da parte dell'ente pubblico, della titolarit· di servizi di comune e pubblico interesse.
Hera, frutto d'ingegneria finanziaria, È attualmente posseduta in gran parte da capitale privato (il Comune di Bologna ne È socio al 18% circa) e da alcune parti si sta spingendo per una accelerazione della sua privatizzazione.

FORZA NUOVA ritiene, in ciÛ legittimata da principi fondamentali irrinunciabili (a partire dagli artt.42 e 43 della carta costituzionale), l'assoluta illegittimit·, anzi incostituzionalit·, di qualsiasi dismissione da parte dell'ente pubblico di servizi di generale interesse.

A coloro i quali obbiettano in termini d'efficienza del privato rispetto al pubblico rispondiamo che i fatti gli danno torto; i servizi offerti da Hera - e ci riferiamo in particolare all'erogazione dell'acqua e del gas - sono scadenti, costosi ed antisociali.
CosÏ come tali sempre si sono rivelati i servizi offerti dopo una privatizzazione, logicamente improntata a criteri di economicit· e di lucro.

Al cittadino bolognese poco importa che qualche investitore o speculatore di Milano o di Roma abbia guadagnato in borsa (ancora per quanto?) coi titoli Hera o che i suoi soci abbiano visto aumentare i propri profitti quando questi guadagni e questi profitti li deve pagare lui con tariffe sempre pi? care.

Ma quella "ingegneria finanziaria" non solo, per le ragioni sopra dette, È eticamente discutibile ma manifesta una scarsa lungimiranza politica ed economica.
Il futuro, non solo immediato ma in termini di prospettiva a lungo termine È un ritorno dello Stato, del Pubblico nell'economia, non gi· in termini assistenzialistici ma in termini di controllo, direzione e programmazione; i parametri voluti dagli apprendisti stregoni di Bruxelles, fautori della non ingerenza statuale nell'economia e delle privatizzazioni, salteranno progressivamente per aria.

In questa ineludibile logica la privatizzazione delle "utilities" (termine orribile per mascherare un inganno ancor pi? orribile, quello della speculazione sui bisogni essenziali) va fermata.
Di pi?, va fatta marcia indietro, attraverso la retrocessione al Comune delle azioni vendute, attraverso una procedura di espropriazione, legittimata dall'art.43 della Costituzione.
FORZA NUOVA dice
NO alla privatizzazione dell'acqua, NO alla privatizzazione dei servizi pubblici.

IL PROBLEMA MOSCHEA


FORZA NUOVA si È sempre battuta e si batte per un reimpatrio, pacifico e umano, degli extracomunitari nei loro rispettivi paesi; la crisi economica in atto comporter· una raffica di riduzioni di posti di lavoro, di licenziamenti, di prepensionamenti, di ricorsi a casse-integrazioni; in una simile prospettiva la politica dei flussi, attuata anche da questo governo, si rivela suicida e si porr·, a breve, un problema di eccesso di offerta di mano d'opera dove gli italiani dovranno avere la precedenza.

Tale premessa rende, per noi, del tutto provvisoria la posizione di moltissimi extracomunitari, tanti dei quali di religione islamica, attualmente presenti nel nostro territorio.
Ogni considerazione sulla progettata moschea deve dunque tener conto dei dati precedenti ma anche d'un ulteriore elemento: l'incompatibilit· coll'Islam della tradizione cattolica della nostra comunit· nazionale.

Incompatibilit· che nasce dal carattere esclusivista della religione coranica, dei suoi precetti incompatibili colla nostra legge e coi nostri costumi, sul carattere d'irreversibilit· che la costruzione d'una moschea comporta per la legge islamica.
Il maomettano che oggi si trova in Italia puÛ certamente contare sulle leggi civili che gli assicurano il diritto a praticare la propria religione e nessuno glielo vuole impedire; ma in luoghi che non presentino le caratteristiche esteriori d'una moschea e d'un minareto, che per il loro carattere simbolico rappresenterebbero di fatto una vera e propria conquista del territorio.


TRASPORTI E MOBILITA'


I bolognesi si sono gi· nettamente schierati contro il "Civis"; anche FORZA NUOVA esprime la propria contrariet· a questo strumento inutile e invasivo; altrettanto dicasi per il c.d. "People Mover": destinato a soddisfare le esigenze di trasporto dalla Stazione all'Aeroporto Marconi in vista d'una annunciato aumento di utenti esso appare allo stato del tutto inutile e, comunque, devastante; lo stesso discorso vale per la metropolitana cittadina: inutile per chi conosce Bologna e sa che l'attraversamento del nostro centro ben puÛ essere garantito dagli attuali servizi di trasporto.

Bologna È una citt· piccola, medioevale e l'adeguamento alle esigenze del progresso (sempre che i progetti sopra ricordati ne costituiscano una risposta e non rispondano ad una logica d'intrecci d'ambizioni personali ed affarismo) non puÛ stravolgerne la natura.

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